martedì 13 ottobre 2015

Quando inseguire un sogno significa avere il frigo vuoto.

Mood: Malaticcio
Coffee Level: 2/5
Song of the day: Right Back At It Again - A Day To Remember




Da piccoli, ognuno di noi ha avuto l'amletico dubbio: ma io da grande cosa voglio fare?
Io volevo fare l'astronauta fino ai 6 anni.
Poi la cantante.
Ma c'è sempre stato un desiderio in fondo al cuore: io volevo fare la merciaia.
La merceria di mia nonna è sempre stato il mio doposcuola, la mia scuola estiva e il mio weekend. A luglio passavo tutti i giorni in negozio, mentre tutti i miei compagni andavano al Grest o ai campi scuola.
Per me nulla era divertente se non aveva a che fare con i bottoni e i fili.

Ho imparato a ricamare a punto croce a 7 anni, a 8 cucivo i bottoni su pezzi di stoffa e poi ritagliavo intorno ad ogni singolo bottone per far vedere a mia madre e a mia nonna il risultato.

Sapevo che avrei fatto questo e sapevo che l'avrei fatto per tutta la vita e ad ogni costo.

Arrivò il giorno in cui mia nonna mi disse: "Basta, tra un anno chiudo."

Io già ero andata via di casa e avevo preso un appartamento in affitto con Francesco.
Quella notte non riuscivo a dormire e l'adrenalina era alle stelle.
Era arrivato il momento di prendere tutte le idee e metterle su carta. Ho sempre immaginato cosa avrei messo e cosa avrei eliminato, mentre mi scontravo perennemente con l'impostazione un po' old school di Teresa, Sapeva sicuramente il fatto suo, ma io ho ereditato la sua testardaggine e no, non avrei mai e poi mai permesso ad altri di dirmi cosa fare.

L'ultima attività che ti consigliano di aprire è proprio una merceria.
Si, il genere è ad un livello di attenzione e successo mai avuto in precedenza, ma una merceria per lavorare dev'essere rifornita. Non puoi avere 5 colori di sbieco, ne devi avere almeno 30.
Per 3 gomitoli di lana, ne devi almeno 2 kg, per non dover rischiare di avere residui di bagni diversi (in codice merceologico, ogni gomitolo ha due codici: quello del colore e quello del bagno, ovvero della tinta *musichetta di Super Quark*).

Mi ricordo come se fosse ieri quando mi sono seduta in mezzo al negozio totalmente vuoto, sul pavimento appena posato da Francesco e da mio suocero. Quei 45 mq sembravano immensi e io minuscola. Ero minuscola solo al pensiero dell'impiego che andavo ad intraprendere, con mio padre che non accettava l'idea di un lavoro indipendente. Ma lui sapeva e sapeva davvero che mi sarei guadagnata il mondo con i denti stretti.

Il 26 settembre 2013, alle 09.15, ho aperto per la prima volta la porta di OHLALA!, sopraffatta da un tornado contrastante di emozioni: ero al settimo cielo ma turbata dall'incredibile paragone che si sarebbe scatenato tra me e mia nonna. All'inizio ho pensato semplicemente che era normale, poi però le cose hanno cominciato ad andarmi strette. Devo tutto a Teresa, le devo tutto quello che ha potuto insegnarmi ma il classico cordone ombelicale l'avevo tagliato da tempo ed era (anzi, lo è ancora) mio diritto poter seguire la mia strada senza dover continuamente esser mortificata.

Sono un'imprenditrice. Ditta individuale, secondo la mia commercialista.
E dopo due anni respiro ancora il profumo degli scatoloni appena consegnati, rimango sommersa di gomitoli quando immancabilmente mi serve l'ultimo in fondo, sistemo le rocchette di filo in ordine cromatico.
Mia nonna mi chiede ogni giorno se lavoro. Le dico sempre di si, le racconto le criticità del nostro lavoro e lei mi risponde sempre: "Non è semplice ma non è impossibile".
Già, non è impossibile. Me lo sono ripetuta costantemente, ogni minuto di ogni notte in bianco che ho passato, sto passando e molto probabilmente passerò in futuro.
Mi sono mangiata il fegato, sono ingrassata a livelli esponenziali, mi sono caduti migliaia di capelli e le occhiaie sono di un viola che manco mi avesse preso a pugni Mohammed Ali.
Però sono ancora qui.

Che poi, te la ricordi l'ansia del debutto? Quando nessuno ci dava cinque lire, augurandoci di fallire poco dopo.
Qualcuno lo fa anche adesso, ma abbiamo imparato a fare spallucce e a sognare ancora più in grande!
Abbiamo così tanti progetti, così tanti sogni che i tuoi 45 mq non riescono a contenerli tutti, ma non importa: costruiremo basi nuove e vedrai che meraviglia!
Sei il mio lavoro, ma anche la mia più grande soddisfazione. Abbiamo pianto lacrime amarissime ma abbiamo gioito innumerevoli volte, promettendoci a vicenda che mai ci saremmo fatte mettere i piedi in testa. Per te ho ipotecato la mia intera vita, che vive ancora su pochissime certezze ma sei testarda come me e non esiste nel nostro vocabolario la parola "rinuncia". Siamo imperfette, sicuramente piene di difetti ma siamo anche pioniere di uno spirito unico, gagliardo, pieno di sorrisi e di voglia di fare.
Oggi sono passati due anni dalla prima volta che abbiamo aperto la porta ufficialmente.
E li festeggiamo essendo semplicemente noi stesse, io e te.
Buon compleanno bottega mia, decisamente 100 di questi giorni! 
 Mi è capitato tramite i social e in un'intervista a TGCOM di raccontare la mia esperienza e alcune volte mi è capitato di interagire con persone che vorrebbero mettersi in proprio.
Il rischio è sempre alto, ma sono dell'idea che il rimpianto è una brutta bestia. Non occorre aver paura di fallire, hai sempre e comunque lottato per un sogno.
Anche quando inseguire un sogno significa avere il frigo vuoto, il conto in rosso, niente svago, un paesaggio apocalittico insomma.
Dall'alto della mia impulsività, non concepisco il rimpianto.
Non concepisco i "se" e i "ma", i "però" e i "forse".

Fallo!

E ricorda che per ogni sfogo, per ogni pensiero negativo, per ogni fallimento e per ogni menata, ci sarà sempre un risultato alla fine.
Come credo nel karma classico (sono un Cancro, vendetta style!), credo anche nel karma positivo: per ogni batosta ci sarà sempre una cosa bella.
Essere positivi è una carta difficile da giocare, ma non puoi partire con l'idea che tra tre mesi chiuderai.

Io predico bene e razzolo a targhe alterne.
Ma un giorno, quando avrò raggiunto la vetta della montagna, mi guarderò indietro e un bel gesto dell'ombrello al mondo non me lo negherà nessuno!